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Assistenza alle demenze presso la Clinica Neurologica 1 e 2
dell’Università degli Studi di Genova
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Come rilevato dagli ultimi dati ISTAT (Marzo 05) la Liguria si è confermata la
regione più anziana d'Italia, con una incidenza del 26% della popolazione over
65 sul totale della popolazione residente (circa 1.500.000 abitanti), seguita
da Umbria (23%), Toscana (22,8%), Emilia Romagna (22,6%) e Marche (22%). Un
indagine ILSA Study (Maggio 2002) rileva in Liguria 25.660 persone affette da
demenza conclamata (con una leggera prevalenza nel sesso femminile) di cui
circa il 55-60% è affetta da demenza a tipo Alzheimer. Nella regione Liguria
sono attivi 23 centri UVA (centri specializzati nella diagnosi e nella cura
della malattia di Alzheimer), distribuiti territorialmente in modo omogeneo al
fine di garantire la massima accessibilità a tutti i pazienti interessati. Sono
4 nella provincia di La Spezia, 11 nella provincia di Genova, 5 nella provincia
di Savona e 3 in quella di Imperia.
Presso la Clinica Neurologica 1 e 2 è attivo un Centro Uva.
Indirizzo: Clinica Neurologica, via De Toni 5, 16132 Genova (Ospedale San
Martino)
Telefono per prenotazioni visite: 010 3537031.
Il responsabile medico e’ il prof Leonardo Cocito, mentre i Direttori sono i
prof Michele Abruzzese per la Clinica Neurologica 1 e il prof Giovanni Mancardi
per la Clinica Neurologica 2.
Presso l’Ospedale san Martino vi sono altri 3 centri, in particolare presso la
Divisione di Neurologia (dott.ssa Piola), presso il l’Unità operativa di
Neurofisiopatologia (prof. Nobili) e presso l’ambulatorio di Geriatria-DIMI
(prof. Odetti). Dal dicembre 2004 il responsabile UVA della Clinica Neurologica
è affiancato nello svolgimento della pratica clinica dalla dott.ssa Fontana e
dal dott. Pizzorno.
L’attività ambulatoriale viene svolta due giorni la
settimana: il Venerdì mattina (dalle 8:30 alle11:30) e il Martedì pomeriggio
(dalle 13:00 alle 15:00). Al centro afferiscono in media 100 pazienti al mese
(equamente distribuiti tra uomini e donne con età media di 72 anni).
Il fine principale di una prima visita è, innanzitutto, effettuare o escludere la diagnosi
di demenza o, nel caso, di confermare una diagnosi precedente. Vengono pertanto
richiesti esami neuroradiologici (TC/RMN cerebrale), di laboratorio (profilo
tiroideo, dosaggio vit.B12-ac.folico) e si sottopone il paziente ad una
visita neurologica e ad una semplice e rapida valutazione neurocognitiva
(mediante MMSE/CDR). Sulla base dei dati clinici e paraclinici si valuta,
poi, l’opportunità di avviare o meno un trattamento specifico (terapia
anticolinesterasica). Il paziente, quindi, viene seguito nel tempo, in
collaborazione con il medico di base, tramite visite di controllo semestrali
nel corso delle quali viene valutata l'appropriatezza del trattamento terapeutico
e si provvede alla dispensazione del farmaco (mediante piano terapeutico).
Il nostro ambulatorio è in stretta collaborazione con il laboratorio di
Neuropsicologia (sito all’interno della stessa Clinica e gestito dagli stessi
medici del centro UVA) dove tutti pazienti-prima visita vengono inviati per un approfondimento diagnostico.
Una completa valutazione neuropsicologica (tramite specifiche batterie testistiche
es. MODA) appare, infatti, fondamentale soprattutto per la diagnosi differenziale
di quelle forme di demenza in cui né la clinica, né gli esami neuroradiologici
o di laboratorio forniscono dati discriminativi, come spesso avviene nelle
forme di pseudo-demenza depressiva (nella nostra pratica clinica circa il
30% della popolazione afferente), difficilmente differenziabili dalle forme iniziali di demenza degenerativa.
Un approfondito studio neuropsicologico permette, inoltre, di evidenziare
profili differenziali di compromissione cognitiva (es. demenza a caratteristiche
corticali/sottocorticali).
Mediante successive valutazioni neuropsicologiche (che generalmente vengono
richieste a distanza di almeno 6 mesi da un primo controllo) è possibile,
poi, esprimere un giudizio sull’entità del peggioramento o del miglioramento
di alcuni o di tutti i sintomi cognitivi e comportamentali a seguito di
trattamenti specifici.
Si pensi, inoltre, all’importanza di poter confrontare nel tempo le diverse
valutazioni effettuate in uno stesso soggetto affetto da MCI e potenziale
candidato a sviluppare una demenza conclamata. A tale proposito uno studio
prospettico longitudinale condotto presso il nostro ambulatorio mediante
visite neuropsicologiche semestrali e per un periodo di 24 mesi ha evidenziato
che circa il 20% della popolazione studiata, affetta da MCI, ha successivamente
sviluppato una franca demenza a tipo malattia di Alzheimer.
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