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La demenza è una sindrome clinica caratterizzata dalla presenza di un deficit della memoria che si associa a disturbi in altre aree cognitive e causa una significativa interferenza sulle usuali attività sociali, lavorative e nella vita quotidiana del paziente. Si tratta quindi di una condizione altamente invalidante ed è in continuo aumento a causa del progressivo invecchiamento della popolazione. Infatti la prevalenza della demenza (ossia la percentuale di dementi in una data popolazione) aumenta in modo quasi esponenziale con l'aumentare dell'età, ed è stimata intorno all'1% nei soggetti di età compresa tra i 65 e i 69 anni, mentre coinvolge circa il 40% dei soggetti di età compresa tra gli 85 e gli 89 anni. La demenza rappresenta così un fenomeno sociale rilevante, con conseguente necessità di rileggere le strategie di programmazione sanitaria e assistenziale.
La demenza di Alzheimer è la forma più comune di demenza, rappresentando dal 50% al 70% dei casi di demenza, seguita dalla demenza vascolare (conseguente ad ischemia cerebrale cronica ed ictus) che costituisce dal 10 al 20% dei casi. Le altre demenze su base neurodegenerativa, rappresentate dalla demenza a corpi di Lewy e dalle demenze frontotemporali , costituiscono il 10-30% dei casi. Nel complesso sono state individuate oltre 60 cause di demenza, la maggior parte di rara presentazione. La demenza può infine essere secondaria a patologie potenzialmente curabili, risultando quindi un processo almeno in parte reversibile. Si stima che circa il 10% delle demenze siano secondarie ad una patologia internistica o neurologica, ma in meno dell'1% dei casi si osserva una sostanziale reversibilità dei sintomi dopo il trattamento. In ogni caso è indispensabile una corretta diagnosi eziologica delle demenze, sia per riconoscere tempestivamente le forme reversibili, sia per programmare gli interventi terapeutici, riabilitativi e assistenziali in misura adeguata in base alla caratteristiche cliniche e prognostiche di ogni forma di demenza. A riguardo occorre sottolineare come il trattamento farmacologico attualmente a disposizione (inibitori delle acetilcolinesterasi), trovano indicazione nel trattamento della demenza di Alzheimer, in quella vascolare e nella demenza a corpi di Lewy, mentre non risulta utile (e talora può peggiorare il quadro clinico) nelle demenze frontotemporali.
Malattia di Alzheimer
La malattia di Alzheimer è una malattia cerebrale caratterizzata da demenza con decorso cronico e progressivo che si manifesta nell'età adulta o senile, e colpisce circa il 5 % della popolazione al di sopra dei 65 anni con incremento esponenziale con l'aumentare dell'età (la prevalenza raddoppia approssimativamente ogni 5 anni di età).
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