IN COLLABORAZIONE CON LE UNIVERSITA' :

UNIVERSITA’ DI ROMA
TOR VERGATA

Neurologia
Prof. Carlo Caltagirone
GRUPPO DI RICERCA GERIATRICA BRESCIA
Prof. Marco Trabucchi
UNIVERSITA' DI ROMA
LA SAPIENZA

Neurologia
Prof. Giuseppe Nappi
UNIVERSITA' DI ANCONA
Neurologia
Prof. Leandro Provinciali
UNIVERSITA' DI GENOVA
Neurologia
Prof. Gian Luigi Mancardi
UNIVERSITA' DI PADOVA
Neurologia
Prof. Leontino Battistin
UNIVERSITA' DI PISA
Neurologia
Prof. Luigi Murri
UNIVERSITA' DI TORINO
Neurologia
Prof. Bruno Bergamasco
UNIVERSITA' DI TORINO
Geriatria
Prof. Matio Molaschi

Iscriviti alle newsletter :





Credits
Le demenze

La demenza è una sindrome clinica caratterizzata dalla presenza di un deficit della memoria che si associa a disturbi in altre aree cognitive e causa una significativa interferenza sulle usuali attività sociali, lavorative e nella vita quotidiana del paziente. Si tratta quindi di una condizione altamente invalidante ed è in continuo aumento a causa del progressivo invecchiamento della popolazione. Infatti la prevalenza della demenza (ossia la percentuale di dementi in una data popolazione) aumenta in modo quasi esponenziale con l'aumentare dell'età, ed è stimata intorno all'1% nei soggetti di età compresa tra i 65 e i 69 anni, mentre coinvolge circa il 40% dei soggetti di età compresa tra gli 85 e gli 89 anni. La demenza rappresenta così un fenomeno sociale rilevante, con conseguente necessità di rileggere le strategie di programmazione sanitaria e assistenziale.

La demenza di Alzheimer è la forma più comune di demenza, rappresentando dal 50% al 70% dei casi di demenza, seguita dalla demenza vascolare (conseguente ad ischemia cerebrale cronica ed ictus) che costituisce dal 10 al 20% dei casi. Le altre demenze su base neurodegenerativa, rappresentate dalla demenza a corpi di Lewy e dalle demenze frontotemporali , costituiscono il 10-30% dei casi. Nel complesso sono state individuate oltre 60 cause di demenza, la maggior parte di rara presentazione. La demenza può infine essere secondaria a patologie potenzialmente curabili, risultando quindi un processo almeno in parte reversibile. Si stima che circa il 10% delle demenze siano secondarie ad una patologia internistica o neurologica, ma in meno dell'1% dei casi si osserva una sostanziale reversibilità dei sintomi dopo il trattamento. In ogni caso è indispensabile una corretta diagnosi eziologica delle demenze, sia per riconoscere tempestivamente le forme reversibili, sia per programmare gli interventi terapeutici, riabilitativi e assistenziali in misura adeguata in base alla caratteristiche cliniche e prognostiche di ogni forma di demenza. A riguardo occorre sottolineare come il trattamento farmacologico attualmente a disposizione (inibitori delle acetilcolinesterasi), trovano indicazione nel trattamento della demenza di Alzheimer, in quella vascolare e nella demenza a corpi di Lewy, mentre non risulta utile (e talora può peggiorare il quadro clinico) nelle demenze frontotemporali.

Malattia di Alzheimer

La malattia di Alzheimer è una malattia cerebrale caratterizzata da demenza con decorso cronico e progressivo che si manifesta nell'età adulta o senile, e colpisce circa il 5 % della popolazione al di sopra dei 65 anni con incremento esponenziale con l'aumentare dell'età (la prevalenza raddoppia approssimativamente ogni 5 anni di età).

Pagina successiva

 

Motore di ricerca:

 

INFORMAZIONI GENERALI PER I FAMILIARI:

Invecchiamento cerebrale
Le demenze
Le terapie
Il percorso clinico

UP TO DATE SULLA RICERCA

Ambito diagnostico
Ambito farmacologico
Ambito genetico
Ambito Riabilitativo

LINKS

GUESTBOOK