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Invecchiamento cerebrale

Invecchiamento cerebrale fisiologico

Le Persone anziane sono in forte e costante aumento in Italia, sia in numero assoluto, sia come percentuale sulla popolazione totale, con una tendenza destinata ad accentuarsi nei prossimi anni.

Molte malattie neurologiche, in particolare le malattie cerebrovascolari, le demenze e la malattia di Parkinson, aumentano la loro incidenza con l'aumentare dell'età. Risulta quindi importante saper distinguere le modificazioni “fisiologiche” dell'invecchiamento da una vera patologia neurologica meritevole di approfondimenti diagnostici ed interventi terapeutici e assistenziali.

Nell'invecchiamento cerebrale si assiste ad una modificazione morfologica e funzionale delle cellule nervose, che comporta una riduzione del numero e del volume delle cellule nervose e riduzione del numero delle sinapsi (le connessioni fra i vari neuroni) con associata progressiva perdita di peso del cervello (la cosiddetta atrofia cerebrale). L'atrofia cerebrale si riflette nelle immagini di TC e RMN con aumento delle dimensioni dei ventricoli e degli spazi subaracnoidei dell'encefalo. Nell'anziano si assiste anche a modificazioni della “sostanza bianca”, che si riduce di volume, con perdita di mielina (il rivestimento degli assoni che permette la corretta e rapida comunicazione tra i neuroni). Inoltre anche nel cervello di anziani sani si assiste con l'aumentare dell'età alla comparsa delle placche senili, ma in quantità e distribuzione differente rispetto ai cervelli di pazienti con Demenza di Alzheimer, mentre la degenerazione neurofibrillare risulta di più raro riscontro. Anche i vasi cerebrali si presentano più rigidi e ispessiti (arteriosclerosi), comportando una maggior vulnerabilità a molteplici tipi di danno vascolare, in particolare nei soggetti fumatori, ipertesi e diabetici, con maggior rischio di insulti ischemici o emorragici.

Tutti queste modificazioni cerebrali che si verificano nell'invecchiamento comportano modificazioni fisiche e mentali che vengono considerate “normali “ per l'età. In particolare si assisterà ad una ridotta rapidità nell'esecuzione dei movimenti, una lieve riduzione in destrezza nell'esecuzione dei movimenti fini e complessi, in parte anche dovuti ad associate alterazioni osteo-articolari di natura atrosica. L'atteggiamento posturale e la deambulazione vengono modificate, con un iniziale atteggiamento in anteroflessione del tronco, un passo lievemente raccorciato e lento e un lieve allargamento della base di appoggio. Ne consegue una marcia titubante e incerta che peggiora progressivamente con l'età, dovuta all'associazione di modificazioni cerebrali e patologie osteo-articolari.

Dal punto di vista neuropsicologico l'invecchiamento cerebrale comporta un rallentamento nei processi di apprendimento e riduzione della velocità di esecuzione di compiti e risoluzione di problemi, senza tuttavia comportare limitazioni funzionali, in quanto il soggetto anziano riesce a compensare in modo efficace tali alterazioni. Inoltre con l'avanzare dell'età si osservano alterazioni della memoria, in particolare riguardo l'acquisizione di nuove informazioni, mentre non si osservano quelle alterazioni tipiche della demenza quali disturbi del linguaggio, della capacità di ragionamento astratto, delle abilità visuospaziali.

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